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Conosciamo Paolo Gandelli

    Un viaggiatore per scelta.

    Presentati:
    Sono Paolo Gandelli.
    Pochi mesi dopo aver raggiunto la pensione, mio padre scoprì di avere un brutto male che in pochi anni lo condusse alla morte. Probabilmente fu quel fatto a farmi capire che la vita non ti aspetta, che non bisogna rimandare a domani quello che si vuole fare oggi. Perché la vita è imprevedibile, scorre e non torna indietro.
    All’alba dei quarant’anni mi sono guardato dentro e ho capito di essere arrivato a un bivio, o continuavo a vivere nella convenienza di un posto fisso di lavoro, o cominciavo a vivere seguendo il mio cuore e i miei sogni più profondi.
    Nel 2020 decisi di lasciare il lavoro per seguire la mia più grande passione: viaggiare.
    Il tuo libro preferito:
    Il conte di Montecristo – Alexandre Dumas
    Hai scritto un libro? raccontaci un po’ di più:
    “Non sono andato matto” narra delle esperienze personali e delle sfide che si incontrano durante il lungo viaggio in solitaria nelle Isole Canarie, ma anche di viaggi “on the road” condivisi per le strade dell’ex Jugoslavia e in varie regioni italiane. Le esperienze maturate in questi ultimi anni mi hanno dato una consapevolezza maggiore, su chi sono e su come voglio diventare. Ho imparato a dare valore ad ogni singolo giorno, ad ogni singola ora, ad ogni singolo respiro. In fin dei conti la vita è la nostra grande occasione, vale la pena di essere vissuta con partecipazione e impegno, in ogni momento della giornata.
    Il tuo mantra in una frase:
    “La libertà e la semplice bellezza sono troppo grandi per lasciarsele sfuggire” Christopher McCandless.
    Cosa fai nella vita:
    Mi dedico alla vita inseguendo le mie passioni: amo viaggiare, organizzare autonomamente i miei viaggi, scrivere e parlare dei miei viaggi. Pratico la boxe, adoro la natura e stare all’aria aperta.
    Scrittore o scrittrice, diletto o lavoro?
    Scrivo per diletto come se fosse un lavoro
    Cos’è per te scrivere:
    scrivere per me è trasformare i pensieri in parole, rievocare le emozioni e vederle comparire magicamente su carta. È chiudere gli occhi e immergersi in un mondo dove tutto è possibile.
    Quanti libri leggi durante l’anno e che genere:
    una media di due/tre libri al mese. Leggo un po’ di tutto, classici, romanzi, thriller, fantascienza, storici, avventura… e naturalmente diari di viaggio. Prediligo i libri autobiografici, dove l’autore mette a nudo la propria anima.
    Con che metodo di pubblicazione hai pubblicato la prima volta:
    sono un autore indipendente.
    A chi hai regalato la prima copia del tuo libro:
    il mio primo libro è dedicato a mio papà, purtroppo scomparso qualche anno fa. La prima copia non potevo che regalarla a mia mamma, ovviamente.
    Cos’è per te il tuo primo libro:
    è l’inizio di una nuova avventura.