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Conosciamo Sabrina Prioli

    Sabrina, autrice per dar voce.

    Presentati:
    Mi entusiasmo con facilità e mi commuovo di fronte alla meraviglia della natura; gli occhi pieni di
    bontà degli animali leniscono le ferite che l’umanità ha inflitto al mio cuore. Trasformo il trauma in
    forza, anche per chi non ne ha, e mi impegno con passione per ispirare il cambiamento e
    promuovere consapevolezza.
    Il tuo libro preferito:
    Amo tutti i libri di Isabelle Allende. Tra i miei libri preferiti: “Inez dell’anima mia” e “La casa degli
    spiriti”.
    Hai scritto un libro? raccontaci un po’ di più:
    “Non finisce mai” affronta il tema poco discusso della vittimizzazione secondaria. Le donne vittime
    di violenza subiscono traumi aggiuntivi a causa delle risposte inadeguate delle istituzioni e della
    società, portando a stress post-traumatico e isolamento sociale. Il libro sottolinea la necessità di
    un cambiamento culturale urgente e celebra la forza delle donne nel fronteggiare le avversità.
    Il tuo mantra in una frase:
    Raccontare la verità, per quanto scomoda, è l’unica via per dare dignità alle ferite invisibili che
    portiamo dentro.
    Cosa fai nella vita?
    Sono sociologa con un’esperienza consolidata nel monitoraggio e nella valutazione di progetti
    umanitari. Attualmente, opero come coach professionale e consulente per organizzazioni
    internazionali no-profit e istituzioni governative. La mia empatia e il mio background personale e
    professionale nel campo della violenza e dell’abuso sessuale mi permettono di offrire un
    contributo significativo nella consulenza per migliorare la prevenzione, le politiche e le procedure
    delle ONG, affrontando le situazioni di violenza sessuale.
    Attraverso il coaching, supporto vittime e sopravvissuti nel potenziare le loro risorse e sviluppare
    strategie di coping positive, piuttosto che limitarmi a ridurre comportamenti e credenze
    “negative”.
    Scrittore o scrittrice, diletto o lavoro?
    Mi reputo una scrittrice per diletto che punta a un impatto positivo nella società.
    Cos’è per te scrivere?
    Libertà, terapia e atto di responsabilità.
    Quanti libri leggi durante l’anno e che genere?
    Una media di otto/dieci libri. Leggo libri di narrativa: romanzi contemporanei e classici. Anche libri
    di saggistica per motivi di studio o interesse personale.
    Con che metodo di pubblicazione hai pubblicato la prima volta?
    Il mio primo libro l’ho auto-pubblicato attraverso Amazon. Ho venduto tantissime copie e ne sono
    orgogliosa.
    A chi hai regalato la prima copia del tuo libro?
    Ovviamente a mia figlia Barbara.
    Cos’è per te il tuo primo libro?
    Il mio primo libro segna un momento significativo nella mia vita. Rappresenta l’idea che anche
    dalle esperienze più negative e drammatiche si può sempre trarre un insegnamento e
    un’opportunità. Non avrei mai pensato di poter diventare una scrittrice, ma ho trovato la forza di
    trasformare la mia rabbia e la mia tristezza in parole che contribuiscono a migliorare il mondo.